La barriera cutanea costituisce lo strato più esterno della pelle, ovvero lo strato corneo, ed è estremamente sottile. Sul viso presenta uno spessore pari a una frazione di millimetro, inferiore a quello di un foglio di carta. Questo strato sottile svolge due compiti fondamentali in contemporanea: trattenere l'acqua e l'idratazione all'interno e bloccare all'esterno gli agenti irritanti, i microbi e l'inquinamento.
L'analogia più comune è quella di un muro di mattoni. Le cellule cutanee rappresentano i mattoni, mentre una miscela di lipidi le mantiene unite fungendo da malta. Le ceramidi costituiscono circa la metà di questa malta, insieme al colesterolo e agli acidi grassi. Quando la malta è intatta, il muro risulta impermeabile e stabile. Quando si assottiglia o si sgretola, l'acqua evapora, le sostanze irritanti penetrano e la pelle diventa secca, reattiva e infiammata. Ciascuno di questi sintomi è direttamente riconducibile a un degrado della malta.
La velocità con cui l'acqua fuoriesce attraverso la barriera possiede una definizione scientifica e una misura specifica: la perdita d'acqua transepidermica, ovvero la TEWL (dall'inglese transepidermal water loss), rappresenta uno dei parametri più chiari per valutare l'efficienza della barriera cutanea. Un valore basso di TEWL indica un muro sigillato e sano, mentre un aumento della TEWL segnala il cedimento della malta.